A Preci, nel cantiere dell'abbazia di S. Eutizio, questa mattina si è svolta una semplice ma suggestiva cerimonia per ricollocare sulla facciata della chiesa il rosone romanico, ricostruito dopo una minuziosa selezione delle macerie e la ricomposizione dei frammenti originali.
L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha scoperto il rosone e l’ha benedetto, tra gli applausi dei presenti. C’erano, tra gli altri: i dirigenti dell USR Umbria ing. Gianluca Fagotti e ing. Stefania Tibaldi, il parroco don Dieudonnè Mutombw Tshibang, l’emerito don Luciano Avenati, il responsabile dell’ufficio tecnico della Curia arcivescovile Simone Desantis, il consigliere comunale Nicolas Giordani in rappresentanza del sindaco Massimo Messi, la soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria Francesca Valentini, i tecnici e i progettisti, rappresentanti della popolazione.
Le principali operazioni eseguite sul rosone sono state le seguenti: spolveratura e pulitura preliminari; documentazione fotografica e rilievo del degrado; schedatura e riconoscimento dei frammenti; consolidamento e unione dei frammenti; assemblaggio a secco degli elementi presso il laboratorio di restauro; rifacimento elementi mancanti; rilievo laser scanner; ricollocazione sulla facciata.
Grazie all'ordinanza commissariale speciale n. 10/2021, la ricostruzione dell'abbazia di S. Eutizio - chiesa, monastero, campanile e rupe - ha visto lo stanziamento di 22 milioni e mezzo di euro. Soggetto attuatore dell'intervento è l'Archidiocesi di Spoleto Norcia. Il progetto del recupero della chiesa abbaziale di S. Eutizio è stato redatto dal Raggruppamento Temporaneo di Professionisti, così composto: mandatario lo Studio Associato di Ingegneria Capaldini (Paolo e Giampaolo) di Bastardo di Giano dell’Umbria; mandanti: l’architetto Fabrizio Bonucci di Foligno, progettista e direttore dei lavori architettonici; l’ingegner Flavio Passeri della Progter s.n.c. di Ponte Valleceppi di Perugia, progettista e direttore lavori degli impianti; il geometra Claudio Belardoni di Perugia, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione; il dottor Roberto Giorgetti di Spoleto, geologo; la dottoressa Margherita Agamennone Garibaldi di Perugia, progettista restauratore; la dottoressa Alessia Anzani di Norcia, archeologo; l’ingegner Sergio Salvatori di Perugia, collaudatore; l’architetto Davide Pecilli de L’Aquila, collaboratore giovane professionista. I lavori sono eseguiti dal raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI) tra la C.E.S.A. con sede a Città di Castello, in qualità di capogruppo mandataria, e la TECNOSTRADE S.r.l. con sede a Perugia, in qualità di mandante. Nello specifico: l’architetto Nicola Falcini, direttore tecnico di cantiere; l’architetto Fanny Ballotti, tecnico di cantiere per le opere architettoniche; il dottor Paolo Pettinari, tecnico di cantiere per le opere di restauro; l’ingegner Francesco Caporali, direttore tecnico delle opere specialistiche strutturali; il geometra Giuseppe Medici, tecnico di cantiere; il dottor Lorenzo Caporali, responsabile comunicazioni esterne.
Avviati i lavori anche al monastero e la messa in sicurezza della rupe, dove verrà ricostruito il campanile. Progettisti e ditte sono gli stessi della chiesa abbaziale.